4. DONNAFUGATA
Il racconto del vulcano
di Alfonso Mollo
Identità, immaginario e territorio
Siamo a Randazzo, dove i muretti a secco si adagiano sulle sabbie vulcaniche della Sicialia Orientale. Qui nasce la tenuta etnea di Donnafugata, il cui nome ci riporta al più siciliano dei romanzi, Il Gattopardo, quando la regina Maria Carolina, in fuga da Napoli, trovò rifugio dove oggi si trovano i vigneti aziendali. E su questa striscia di terra del vulcano è inconfondibile la cifra stilistica della cantina, costruita negli anni attraverso una forte componente narrativa e una riconoscibilità visiva immediata. Il progetto etneo si inserisce in una visione ampia, ma trova sul vulcano una declinazione territoriale precisa, costruita su vigne immerse tra colate laviche e paesaggi di grande forza espressiva. L’approccio in cantina mantiene eleganza, pulizia e leggibilità stilistica, senza rinunciare alla complessità intrinseca del territorio vulcanico. Il Nerello Mascalese si sviluppa con progressione fine, tannini setosi e una buona capacità di evoluzione nel tempo, mentre il Carricante esprime freschezza, tensione e una componente sapida ben definita. L’esperienza in azienda accompagna in un percorso fluido tra tecnica, comunicazione e narrazione, e dove il vino diventa anche strumento culturale. Donnafugata interpreta l’Etna con equilibrio, mantenendo identità e coerenza stilistica in un dialogo costante con il territorio.





